Spleen, Trash & Trivia

Spleen, perché fa intellettuale. Trash, perché "ma intellettuale dove?". Trivia, perché alla fine è un'accozzaglia di roba a caso.
Cose Interessanti Random

Cose Interessanti Random: mini raccolta

Tempo di lettura: 4 minuti

Mentre questo articolo viene pubblicato, io sono a Istanubul. Anzi, se tutto va bene, su un pulmino di ritorno dalla gita in giornata al sito archeologico di Troia.

Per buttare comunque fuori qualcosa senza impegno, sto programmando una mini raccolta delle “Cose Interessanti Random” pubblicate solo come post su Facebook. Così ne rimane traccia anche qui ed è tutto più ordinato.

I cavalli sono persone orribili

Cos’hanno in comune Umberto Boccioni, aka “Il tizio che ha fatto quella roba che sta dietro i 20 centesimi” e Guglielmo III d’Inghilterra? Entrambi sono morti a causa di una caduta da cavallo.

E no, non mentre stavano eroicamente cavalcando in mezzo a una grande battaglia.

Umberto Boccioni nasce nel 1882 ed è uno dei firmatari del “Manifesto dei pittori futuristi“. Nel 1915, quando l’Italia entra in guerra, è un interventista accanito e si arruola volontario. Purtroppo per lui, non avrà mai modo di partecipare a un vero combattimento. 

In compenso, nel 1916 sta facendo un’esercitazione militare a cavallo, quand’ecco che compare un autocarro, la sua cavalla si imbizzarrisce a caso, lui cade e muore.

Guglielmo d’Orange diventa re di Inghilterra con il nome di Guglielmo III nel 1689, a seguito della “Gloriosa Rivoluzione“. Il parlamento aveva avuto l’impressione che il re precedente fosse un po’ troppo cattolico, così aveva chiamato Guglielmo, marito della figlia del re e protestante come si deve, chiedendogli se non poteva per caso invadere l’Inghilterra con il loro supporto.

Guglielmo acconsente, ma poi si accorge che in Inghilterra si trova male. Passa così buona parte del suo tempo sul continente a combattere o fare intrighi politici, che è quello che gli piace. Con il tempo, anche gli inglesi iniziano a ricambiare l’antipatia che il loro re prova verso di loro.

Nel 1702, mentre fa un giro a cavallo, Guglielmo cade, si rompe una clavicola, a causa della frattura si becca una polmonite, a causa della polmonite muore.

Si dice che la caduta fu causata da una talpa in cui il cavallo era inciampato e che proprio alla talpa dedicarono un brindisi diversi personaggi influenti del regno.

guglielmo d'orange
Guglielmo d’Orange

Kelvin vs Darwin: l’età del Sole

È noto più o meno a tutti che quando Darwin se ne uscì con le sue teorie sull’evoluzione delle specie ricevette molte critiche del tipo “Oh, ma non l’hai letta la Bibbia? Noi siamo stati creati così da Dio in persona, a sua immagine e somiglianza!”, “Ma parente delle scimmie sarà tua sorella!” e cose del genere.

Quello che è meno noto è che Darwin ricevette anche critiche di tipo diverso e che lo misero molto più a disagio. In particolare, quella di Lord Kelvin (il tizio che, tra le altre cose, ha dato il nome all’unità di misura per la temperatura).

Darwin aveva fatto due conti e affermato che, così a spanne, la vita ci aveva messo circa 500 milioni di anni a evolversi fino al grado di complessità attuale.

Kelvin aveva un’obiezione: secondo i suoi conti, il Sole esisteva da meno tempo. Ed era evidente a tutti che senza Sole l’esistenza della vita sulla Terra diventava complicata.

All’epoca, erano disponibili dati precisi sulla massa del Sole e sulla quantità di energia che irradiava. Quello che ancora era ignoto era come tale energia venisse prodotta.

Oggi sappiamo che la risposta è la fusione nucleare. Ma ai tempi erano conosciute solo forme di energia nettamente più deboli.
In particolare, Kelvin ipotizzò una forza di tipo gravitazionale, dovuta (per spiegarla a grandi linee) a meteoriti che si schiantavano nel Sole (o si erano schiantati in passato) generando calore. Solo che, con la massa del Sole e un’energia di tipo gravitazionale, non si riusciva a tirare avanti per i 500 milioni di anni ipotizzati da Darwin.

È degno di nota il fatto che Kelvin chiuse il suo articolo scrivendo che le sue conclusioni erano valide “a meno dell’esistenza di fonti di energia ancora sconosciute”.

A suo modo, ci aveva visto giusto.

[L’articolo originale di Kelvin si può trovare riportato qui: https://zapatopi.net/…/pap…/on_the_age_of_the_suns_heat.html]

sun

Quando non digerivamo il latte

Di sicuro, conoscete qualcuno di intollerante al lattosio. Forse, quel qualcuno siete proprio voi. Nel caso, sappiate che è l’evoluzione della specie che vi ha lasciati indietro. Ma tranquilli, intere aree del mondo sono con voi.

Da studi di gente che ne sa, pare che tra la popolazione europea del 5000 a.C. gli adulti in grado di digerire il latte fossero pochissimi. D’altra parte, è questo il funzionamento “logico” dei mammiferi: da bambino hai un enzima (la lattasi) che ti permette di digerire il latte, una volta che vieni svezzato non ti serve più e lo perdi.

Poi, un bel giorno, mutazione genetica: in Europa compare gente in grado di digerire il latte per tutta la vita. In altre parti del mondo no, e infatti la popolazione dell’Estremo Oriente, quella dell’Africa centro-meridionale, i nativi americani e gli aborigeni australiani di bere latte da adulti ancora se lo scordano.

Altra cosa interessante: ancora oggi l’intolleranza al lattosio è molto meno diffusa nell’Europa settentrionale che in quella centro-meridionale. Tra le ipotesi per spiegare tale fenomeno c’è il fatto che agli antichi abitanti del Nord Europa la lattasi servisse di più. A causa del clima, l’agricoltura era più difficile e dava meno frutti rispetto, per esempio, a quanto avveniva dalle parti del Mediterraneo; di conseguenza, potersi cibare di latte e derivati (e dolcetti scandinavi ipercalorici pieni di burro!) era un bel vantaggio nella lotta a chi era più bravo a non morire di fame.

latte

3 Comment

    1. La riproporrò senz’altro ogni volta che sarò troppo pigra o incasinata per produrre roba nuova XD

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