Spleen, Trash & Trivia

Spleen, perché fa intellettuale. Trash, perché "ma intellettuale dove?". Trivia, perché alla fine è un'accozzaglia di roba a caso.
Miti e leggende come se fossero trash

Miti e leggende come se fossero trash: la storia di Sisifo

Tempo di lettura: 4 minuti

Sisifo.

Il tizio condannato a passare l’eternità a spingere un macigno su per una collina. Sapete cosa ha fatto, per finire lì?

La storia è lunga. E, vista nell’ottica giusta, piena di trash.

sisifo

Regali educativi

Partiamo da Chione, una delle tante disgraziate dell’antica Grecia ingravidate da un dio di passaggio. Nello specifico, Ermes, da cui ha avuto il figlio Autolico.

“Senti, Ermes, però questo bambino è anche figlio tuo, non è che potresti darmi una mano a tirarlo su? Cioè, se anche non vuoi darmi gli alimenti almeno pagagli gli studi, raccomandalo alla corte di qualche re, o…”

“Tranquilla. Hai ragione. Autolico è mio figlio ed è giusto che gli faccia un dono. Pensavo di renderlo il migliore ladro del mondo.”

“Ehm… Ma veramente io lo vedevo meglio con una qualche professione un po’ più rispettabile…”

“Miglior ladro del mondo. Mio figlio. Sì, mi piace.”

E così, Autolico ottiene il potere di cambiare l’aspetto delle cose che ruba, in modo che i proprietari originari non possano più riconoscerle. E comincia a rubare mucche. Nello specifico, le mucche di Sisifo.

Che però non è scemo, si accorge che ci sono sempre meno mucche nella sua mandria e sempre di più in quella di Autolico.

“Haha, ma che dici?” risponde Autolico, quando glielo fa notare. “Non lo vedi che le tue erano marroni e le mie sono nere? Tu le hai perse e io queste le ho… beh… ehm… trovate per caso l’altro giorno che pascolavano senza padrone…”

Ma Sisifo lo sa che c’è qualcosa che non torna. Così incide delle lettere sotto gli zoccoli delle sue mucche. Autolico non se ne accorge e mentre le porta via le mucche lasciano stampato sul terreno il messaggio “Autolico ci ha rubate”.

Per fortuna, Autolico è una persona sportiva che sa riconoscere la sconfitta.

Ma questa mania di essere furbo costerà presto a Sisifo l’odio di altre divinità meno di buon carattere…

Donzelle rapite

Sisifo vorrebbe fondare una città e sta ragionando sul fatto che avrebbe bisogno di un corso d’acqua nelle vicinanze, quando vede passare Zeus che si trascina dietro una fanciulla dall’aria poco convinta.

“Ehi, mortale!” gli fa il padre degli dei”Questa è Egina, figlia del dio fluviale Asopo, l’ho appena rapita… Visto che gran bel pezzo di ragazza? Oh, mi raccomando, c’è suo padre che la sta cercando, se passa di qui tu non mi hai visto!”

E, infatti, ecco che poco dopo passa Asopo, disperato per la scomparsa della figlia.

“Uhm… Se ti do delle informazioni, tu fai sgorgare il fiume da questa collina, che vorrei fondarci una città?”

“Sì, sì, qualsiasi cosa, basta che mi dai notizie di mia figlia!”

Così Sisifo spiattella tutto. E Zeus, che in tutto ciò vuole pure avere ragione, si offende a morte. Letteralmente.

zeus
Quella gran brava persona di Zeus

Le battaglie non sono più quelle di una volta…

Zeus manda Thanatos, dio della morte, a prendere Sisifo e portarlo nell’oltretomba. Sisifo però è un uomo furbo e Thanatos… beh, diciamo che Thanatos non è proprio una cima.

Sisifo lo accoglie in casa sua con grandi onori e mostra di accettare di buon grado la sua sorte. Addirittura, si offre di mettersi da solo le catene con cui il dio dovrebbe imprigionarlo.

“Oh, che mortale collaborativo! Certo, tieni…”

“Ehm… però non capisco bene come si mettono…”

“Guarda, è facile, basta che fai così e così…”

“No, no, non capisco proprio, avrei bisogno di vederlo fare…”

“Va beh, dai, allora te le metto io che facciamo prima.”

“No, però ci tenevo a mettermele da solo… Non è che potresti metterle un attimo a te stessocosì io vedo, capisco, te le tolgo e me le metto?”

“Ah, sì, ok.”

Un genio.

Ovviamente, Sisifo col cavolo che gli toglie le catene per metterle a se stesso. E con il dio della morte incatenato, nessuno può più morire.

Ad accorgersi della cosa è Ares, dio della guerra. Che nota che c’è una battaglia che sta durando un po’ troppo. E che c’è gente che va in giro decapitata o con le budella di fuori, ma non accenna a morire.

E visto che così le battaglie non sono divertenti, va a liberare Thanatos.

“Finisco un attimo di prepararmi e arrivo”

Di nuovo, Sisifo chiede scusa e accetta di buon grado di farsi portare nell’oltretomba. Prima, chiede solo di scambiare due parole al volo con la moglie Merope.

E saremo mica così senza cuore da negare un piccolo favore a un uomo che ha già più volte ingannato gli dei, vero?

“Mi raccomando” dice Sisifo a Merope “Io adesso muoio, ma tu non seppellire il mio corpo e non fare nessun sacrificio a Persefone, ok?”

Merope esegue. E, una volta morto, Sisifo va a parlare con Persefone, regina dell’oltretomba. Neanche lei si rivela esattamente una cima.

“Scusa, non è che posso tornare un attimo di sopra? C’è mia moglie che non mi ha seppellito come si deve e non ti ha neanche offerto i dovuti sacrifici! È davvero una cosa vergognosa, non so come ho fatto a sposarla! Davvero, posso andare un attimo a sistemare la faccenda? Giuro che poi torno subito!”

“Uhm… in effetti tua moglie si sta comportando davvero male. D’accordo, ti do tre giorni. Però voglio sacrifici doppi.”

“Certamente. Troppo gentile. Ci vediamo presto.”

E, ovviamente, Sisifo ne approfitta per scappare e rimanere nel mondo dei vivi finché non muore di vecchiaia. A quel punto, si trova davanti una schiera di divinità incazzate nere che lo condannano al famoso supplizio.

persefone
Quella volpe di Persefone

Altri miti in chiave trash: qui la raccolta celtica della scorsa settimana.

1 Comment

  1. Che ci vuoi fare, gli dei di una volta passavano il giorno a bere ambrosia, farsi dispetti tra loro, fare la festa ai mortali.

    Ovvio che poi cadessero vittima degli imbrogli più banali…

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