Spleen, Trash & Trivia

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Recensioni

L’importanza di tessere storie (Recensione di “I ragazzi di Anansi” di Neil Gaiman)

Partiamo con una premessa: io ADORO Neil Gaiman. Adoro il suo stile. Potrebbe scrivere qualsiasi cosa, io lo leggerei con gli occhi a cuoricino, incantata dalla sua prosa.

Ha quel tono fiabesco, sospeso, che ti incanta (o, per lo meno, mi incanta). La “leggerezza” citata nelle Lezioni Americane di Calvino (che ultimamente sto tirando in ballo spesso, vedi l’articolo su Ariosto) e anche qualcosa di più.

Quando leggi Gaiman, hai l’impressione di sentire qualcuno che ti racconta la fiaba della buona notte, e che è pure dannatamente bravo a farlo.

Quindi ecco, se questa recensione di “I ragazzi di Anansi” sarà molto positiva è anche perché sono molto di parte.

Ma veniamo a noi.

I ragazzi di Anansi

I ragazzi di Anansi: super sintesi della trama

Anansi è un dio-ragno-ingannatore, una delle figure mitologiche principali dell’Africa Occidentale, poi diffusasi anche nei Caraibi. Nel romanzo di Gaiman, Anansi è Mr Nancy, arzillo vecchietto dal peculiare carisma che, proprio a inizio libro, muore.

Protagonista della vicenda è suo figlio, Charles detto Fat Charlie, che da bambino era grassottello e anche se adesso non lo è più il soprannome gli è rimasto attaccato. Dopo la morte del padre, Charlie scoprirà di avere un fratello, Spider,  che ha “ereditato la parte di poteri divini” e che metterà un po’ (tanto) a soqquadro la sua vita.

Un mix di cose

Definire un genere per I ragazzi di Anansi è difficilissimo. Fantasy? Beh, diciamo di sì. Urban fantasy, se non altro. Con toni un po’ fiabeschi, un po’ surreali, qua e là un po’ inquietanti.

Una commedia? Oggettivamente, è un libro in cui si ride spesso. Un libro in cui i rituali magici vengono fatti con candele a forma di pinguino, perché sono le uniche nere che si sono trovate in giro.

A un certo punto, c’è un personaggio che muore in maniera alquanto brutta, ma lo ritroviamo presto come adorabile fantasma. Ok, forse non così adorabile per il suo assassino, ma simpatico per il lettore.

In generale, lo stile è tarato per far sorridere. Per esempio, quando tira fuori similitudini come questa (riporto l’inglese perché non me la sento di azzardarmi a tradurre io):

She looked up at him with the kind of expression that Jesus might have given someone who had just explained that he was probably allergic to bread and fishes, so could He possibly do him a quick chicken salad: there was pity in that expression, along with an almost infinite compassion.

A tratti, mi ha ricordato Terry Pratchett. E suppongo che l’ispirazione sia stata diretta, visto che Gaiman con Pratchett ci ha lavorato (insieme hanno scritto Buon Apocalisse a Tutti) e ha sempre detto di stimarlo molto.

Però è anche un romanzo serio. Il protagonista è un po’ grandicello per parlare di vero e proprio “romanzo di formazione”, ma è molto sviluppato il tema del rapporto padre-figlio (e, attraverso altri personaggi, anche quello madre-figlia), della necessità di trovare una propria identità dopo essere cresciuti all’ombra di genitori ingombranti, del superare le proprie paure e uscire dalla comfort zone.

chapter cover

L’aspetto mitologico

Non me ne intendo molto di mitologia africana. Non so se I Ragazzi di Anansi sia un modo affidabile per farsi un’idea di quel particolare folklore.

Però, tendenzialmente, di Gaiman mi fido.

Ho letto non molto tempo fa il suo Norse Mythologyuna riscrittura di alcuni miti norreni, e l’ho trovato del tutto coerente con alcuni brani dell’Edda che già avevo letto per conto mio (però scritti in modo molto più fluido e adorabile). Quindi, immagino sappia il fatto suo anche su Anansi e sulle storie folk che lo riguardano riportate come intermezzi in alcuni punti del romanzo.

Insomma, può essere un libro interessante anche da quel punto di vista.

Il messaggio

“Un tempo, tutte le storie appartenevano a Tigre, ed erano storie cupe di violenza e di sangue. Poi, Anansi riuscì a rubargliele, e adesso tutte le storie sono sue. E le storie di Anansi sono storie di furbizia, ingegno, e spesso sono storie divertenti.”

Non è una vera citazione, piuttosto una mia parafrasi di un concetto ripetuto più volte nel corso di I ragazzi di Anansi. Perché c’è un cattivo in questa storia (anche se rimane quasi sempre nell’ombra) ed è Tigre, il dio che cerca vendetta su Anansi.

Si parla di chi possiede le storie, ma non è che una metafora per parlare del mondo, o per lo meno del cuore degli uomini. C’è la forza bruta, la violenza, e c’è qualcosa di diverso, di più evoluto, più umano. Quella tra Anansi e Tigre non è una contrapposizione Bene-Male. Piuttosto, quella tra una visione cupa e spietata della vita e una più leggera, non necessariamente morale in senso stretto, ma in cui l’importante è ridere, divertirsi, essere felici e spensierati.

dedica
La dedica del romanzo

Altre recensioni di libri non troppo diversi

Alieni e folklore africano: “Laguna” di Nnedi Okorafor. Una storia leggera e corale, nella Nigeria di oggi, con alieni che incontrano vecchie divinità.

Gesù ai tempi dei reality show: “A volte ritorno” di John Niven. La storia di Gesù che viene di nuovo mandato sulla terra, stavolta in America, e che per farsi dar retta partecipa a un reality, ma si scontra di nuovo con la cattiveria della gente. Toni leggeri, comicità a tratti demenziale, ma anche momenti profondi di riflessione sulle brutture della società occidentale.

Alla ricerca di una pecora (o del senso della vita): “Nel segno della pecora” di Haruki Murakami. Romanzo molto surreale, vagamente fiabesco, ambientato in Giappone qualche decennio fa. Storia di un uomo che deve cercare una pecora, ma anche fare i conti con il suo passato e trovare un nuovo senso alla sua vita.

2 Comment

  1. Buon o buona era l’Apocalisse a tutti?

    E comunque, notevole – fiabesco, sì, ma anche tanto spiritoso, di uno humor godibile (che quando un tipo grasso non ce la fa a tornare a casa neppure col taxi, io un’avventura in stile Monty Python me la aspetto)

    1. Era Good Omnes, azzeccare i titoli italiani di libri letti in inglese è sempre problematico XD

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