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Recensioni

Invasioni aliene: Nigeria is the new USA (recensione di “Laguna” di Nnedi Okorafor)

Laguna di Nnedi Okorafor l’ho comprato lo scorso aprile allo stand di Zona 42 a Tempo di Libri. Ma già prima ne avevo sentito parlare e ne ero incuriosita.

Per “ne avevo sentito parlare” non intendo niente di che; solo, avevo sentito dire che era un romanzo in cui gli alieni sbarcano in Nigeria anziché in America come al loro solito. Decisamente abbastanza per incuriosirmi. Anche perché della Nigeria io non sapevo pressoché nulla.

laguna cover

Un intreccio di storie

Quando un’astronave aliena arriva nelle acque al largo di Lagos, nessuno sa bene cosa fare. Anche, perché, in effetti, non è che sia proprio il genere di situazione per cui la gente comune si tiene sempre preparata. Però, a detta di Adoara, biologa marina e protagonista del romanzo, se gli alieni fossero arrivati a Londra o New York le autorità li avrebbero subito intercettati, messi in isolamento e impedito che la popolazione si accorgesse di loro.

Ma, tant’è, questa volta gli alieni sono arrivati a Lagos. E le prime persone con cui la loro ambasciatrice si mette in contatto sono Adoara, il soldato semplice Agu e il rapper ghanese Anthony. Tre persone con storie completamente diverse, che per un caso fortuito (o forse no) si sono ritrovate insieme sulla spiaggia di Bar Beach al momento dello sbarco.

Ma Laguna non racconta solo la loro storia.

C’è anche Chris, il marito con cui Adoara è in crisi ormai da un po’. C’è padre Oke, capo di una discutibile congregazione religiosa. Poi c’è Moziz, ragazzo che vive di truffe e pensa ai soldi che potrebbe fare rapendo l’aliena. E, ancora, il suo amico Jacobs, a cui piace vestirsi da donna anche se quasi nessuno lo sa, e sua sorella Fisayo che fa la prostituta. E una marea di altri personaggi minori, dal ragazzino muto che vive per strada al Presidente della Nigeria con le sue mogli.

Infine, ci sono le antiche divinità della Nigeria, risvegliate da tanto trambusto. E ancora, la popolazione non umana, dal pesce spada che odia gli stabilimenti petroliferi al ragno storpio che attraversa la strada. Perché il cambiamento portato dagli alieni riguarderà tutti.

quarta di copertina

Cosa c’è che mi è piaciuto

Personalmente, non classificherei Laguna come fantascienza in senso stretto. Ci sono gli alieni, certo, e c’è un minimo di approccio scientifico nel modo in cui Adoara li esamina. Ma ci sono anche tanti elementi “magici” su cui non voglio fare spoiler. Insomma, un misto di fantascienza e urban fantasy. E, per quel che mi riguarda, dove c’è commistione di generi c’è sempre qualcosa di interessante.

Altra nota positiva è l’ambientazione. Okorafor è nata e cresciuta negli Stati Uniti, ma conosce bene la Nigeria, terra d’origine dei suoi genitori. Anche se non posso giudicare l’accuratezza dell’ambientazione, a lettura finita mi è rimasta in testa un’immagine molto vivida di Lagos, con il suo mare, i suoi abitanti e le sue contraddizioni. Perché sì, Lagos è a tutti gli effetti uno dei grandi protagonisti del romanzo.

Infine, il tono generale: anche se ci sono dei momenti cupi, il romanzo si mantiene per lo più leggero, un inno alla vita e all’importanza di abbracciare i cambiamenti. Perché sì, c’è uno sbarco alieno, ma quello che mi sono dimenticata di dirvi è che gli alieni non sono cattivi. O, se non altro, lo sono meno di molti terrestri.


 Laguna Lagos

Un’immagine di Lagos

Consigliato?

Molto.

Anche se siete di quelli che “la fantascienza non è il mio genere”. Perché, appunto, Laguna non è fantascienza in senso stretto.

È un romanzo fatto di storie e di persone (per lo più esseri umani), con elementi fantastici che lo rendono una specie di intricata fiaba moderna. Ci sono momenti in cui si ride, momenti in cui ci si emoziona, momenti in cui ci si arrabbia. E, per tutto il tempo, si rimane immersi in un mondo un po’ diverso e un po’ più magico di quello a cui siamo abituati.

 

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