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Recensioni

Avventure futuristiche dal passato (Recensione di “Alla Conquista della Luna” di Emilio Salgari)

Tempo di lettura: 3 minuti

Tra i libri comprati all’ultimo Salone del Libro di Torino, c’è stato un piccolo volume edito da Cliquot Edizioni che ha attirato subito la mia attenzione: Alla Conquista della Lunauna raccolta di racconti poco conosciuti di Emilio Salgari.

Perché l’ho comprato? Beh, perché Salgari è stato uno dei primissimi autori che ricordo di aver letto. Il ciclo dei Pirati della Malesia è stato una pietra miliare della mia infanzia. A inizio 2018, avevo trovato al Libraccio Ritornano le Tigri della Malesia, romanzo di qualche anno fa che si propone come un omaggio ai personaggi di Sandokan e Yanez. Non solo mi era piaciuto molto (e ci ho scritto su due parole qui), ma mi aveva anche fatto venire una gran voglia di rileggere qualcosa di salgariano. E quindi, come potevo dire di no all’acquisto di Alla Conquista della Luna?

Alla Conquista della Luna cover antologia

Cos’è Alla Conquista della Luna

Il libro si apre con una lunga prefazione a opera di Felice Pozzo. Prefazione che, confesso, ho iniziato a leggere, ma poi ho preferito lasciare da parte per scrivere questa recensione basandomi solo sulle mie impressioni. Ma mi pare di aver capito che, oltre a parlare dei racconti dell’antologia, si tratti anche di un approfondimento sull’opera di Salgari in generale. Insomma, vedrò di recuperare.

Ma veniamo ai racconti: gli elementi tipici di Salgari ci sono tutti. Avventura, mare, navigazione, foreste, eroi coraggiosi. Quello che invece è più “atipico” è la presenza di elementi fantascientifici e in alcuni casi fantastici. Roba in cui si sente parecchia influenza di Verne e di Poe; in uno dei racconti, io ho addirittura trovato che ci fosse qualcosa vagamente lovecraftiano, ma è probabile si tratti più di influenze comuni che di un legame diretto.

Altro elemento comune ai racconti e il non troppo ottimismo del finale. Diciamo che su sei racconti, che finisce davvero bene ce n’è solo uno. Due in cui tutto sommato poteva andare peggio, tre che proprio finiscono male. Ma non vi dico quali.

Lo scheletro della foresta
Immagine dall’introduzione

Impressioni sul libro e discorso generale su Salgari

Non mi posso dire delusa. In fondo, volevo leggere qualcosa di Salgari, e qualcosa di Salgari ho letto. Una lettura leggera, piacevole. I racconti sono abbastanza diversi tra loro, quindi è difficile dire qualcosa di generale.

Certo, rispetto a quand’ero bambina i miei gusti letterari si sono un po’ affinati. E se un tempo sapere il numero totale di romanzi e racconti scritti da Salgari mi faceva pensare “wow, questo sì che era bravo“, adesso sono più per un “ok, questo scriveva molto in fretta per campare e la cosa si vede“. Insomma, riconosco che la qualità artistica è un’altra cosa.

Però a volte uno ha anche bisogno di qualcosa di diverso dalla qualità artistica. E le opere di Salgari hanno sempre un loro fascino. Ti trascinano in mondi lontani, selvaggi, misteriosi, ti fanno assistere in prima persona a imprese eroiche.

Di sicuro, c’è anche un fattore affettivo. Se avessi iniziato a leggere Salgari da adulta, forse non l’avrei apprezzato così tanto. Ma questo non potrò mai saperlo.

Alla Conquista della Luna

 

Lista dei racconti dell’antologia e due parole su ognuno:

  • Inghiottiti dal Maelstrom! : per chi conosce bene Poe e ha presente il suo racconto sullo stesso tema, beh, sì, è molto simile. Ma non per questo una scopiazzatura.
  • Negli abissi dell’oceano: qui ci si avvicina più a Ventimila leghe sotto i Mare. Ma senza le parti noiose con elenchi e descrizioni infinite di tutte le creature acquatiche che passano davanti agli oblò del sottomarino (parti che forse non sono così infinite come le ricordo, ma ho fatto l’errore di leggere la versione integrale quando ero decisamente troppo piccola per apprezzarla)
  • La Stella filantequi si parla di aerei (che ancora non esistevano). Racconto carino e un po’ diverso come ambientazione/personaggi dallo standard salgariano.
  • Alla conquista della Luna: la spedizione si fa più alla leggera di quella di Verne, ma con una macchina che mi convince di più del mega cannone di Dalla Terra alla Luna
  • Lo scheletro della foresta: per quel che mi riguarda, la più bella sorpresa di questa raccolta. Molto cupo e con una buona componente psicologica.
  • L’isola delle Sette Città: racconto quasi fiabesco, che si rifa a leggende reali su un’isola misteriosa nelle acque dell’Atlantico.

 

3 Comment

  1. Io ho contato due typo, ma stavolta non ti dico quali…

    Salgari ha fatto sognare tanti pargoli di generazioni diverse; pure mio figlio, appena ha mollato Dante, Manzoni, Ariosto,…

    1. Infierire in modo così poco costruttivo sulla gente che fa i salti mortali per pubblicare articoli nonostante non abbia nemmeno il tempo di rileggere decentemente è cattiveria…

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