Spleen, Trash & Trivia

Spleen, perché fa intellettuale. Trash, perché "ma intellettuale dove?". Trivia, perché alla fine è un'accozzaglia di roba a caso.
Recensioni

Non la solita Penelope (recensione di “Itaca per sempre” di Luigi Malerba)

Tempo di lettura: 3 minuti

Altra lettura terminata.

Itaca per sempre, di Luigi Malerba era un libro su cui ero un po’ incerta. L’avevo iniziato tempo fa, letto un paio di capitoli, lasciato da parte in favore di altri che mi ispiravano di più. Quando l’ho ripreso in mano, non ero sicura se sarei arrivata in fondo. Invece, superata la parte iniziale un po’ noiosetta, si è rivelato una lettura gradevole.

Foto da "bookstagram"

La trama

Lo stesso autore, nella postfazione, ammette che lo spunto alla base del romanzo è stato un’idea di sua moglie. La quale, dopo una conferenza in cui si parlava di Odissea e ritorno  di Ulisse a Itaca ha osservato (grosso modo) “Sì, però ‘sta storia che il cane l’ha riconosciuto e la moglie no non è credibile. Secondo me Penelope l’ha riconosciuto eccome quando è arrivato vestito da mendicante, ma ha fatto finta di niente perché si era offesa che avesse cercato di ingannarla.

Itaca per sempre è quindi questo: la storia di Penelope che fa l’offesa. E di Ulisse che va in crisi per questa cosa. Lei che tiene un atteggiamento ambiguo, che gli fa venire il dubbio che forse essere corteggiata dai Proci non le dispiace più di tanto. Che gliela fa pagare per gli anni di lontananza (davvero un navigatore esperto come lui ci ha messo dieci anni a tornare a casa? A Itaca sono arrivate un paio di voci sulle lunghe permanenze da Circe e Calipso…) e per quel non rivelarsi che dimostra mancanza di fiducia nei suoi confronti. E Ulisse, nonostante tutto il suo intelletto, ci casca in pieno e ci sta malissimo.

Itaca per sempre
Un passaggio che ho trovato carino

Impressioni personali

Ammetto di non avere tantissimo da dire su questo romanzo. Un retelling dell’ultima parte dell’Odissea, ben scritto, con un ottimo lavoro di approfondimento psicologico dei due personaggi principali (Ulisse e Penelope, che si alternano a raccontare in prima persona nei diversi capitoli).

Se vi piace vedere personaggi della tradizione raccontati da un punto di vista diverso (ma che non li snatura per nulla) Itaca per sempre è un romanzo che probabilmente dovreste leggere. Se però non è il genere di cose che vi interessano, non mi viene in mente nessun motivo per cui potrebbe valere la pena di leggerlo lo stesso.

Per carità, ci sono parecchie riflessioni di carattere universale che vengono portate avanti. Si parla molto di quanto il tempo e la lontananza possano trasformare le persone, delle menzogne che se ripetute troppe volte finiscono per diventare verità e un po’ di altre cose.

Insomma, l’ho trovato un libro di cui di certo non ho da parlare male, ma che nemmeno mi sento di consigliare più di tanto. A meno che non stiate esplicitamente cercando qualcosa in tema mitologia greca/Odissea/figura di Ulisse o Penelope. In quel caso, Itaca per sempre è probabilmente una buona scelta. Anche perché è molto breve (meno di 200 pagine nell’edizione Oscar Mondadori) e gradevole da leggere.

[P.S: comunque, a testimonianza che a me il personaggio di Ulisse piace: qualche settimana fa gli avevo dedicato una puntata della rubrica di scarsissimo successo I personaggi della letteratura commentano la contemporaneità]

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