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Recensioni

Il potere logora chi non ce l’ha (Recensione di “Ragazze Elettriche” di Naomi Alderman)

Tempo di lettura: 4 minuti

Cominciamo con una premessa: per questo articolo userò il titolo italiano “Ragazze Elettriche“, ma personalmente lo trovo bruttino. Tanto più che ho letto la versione inglese, quindi il titolo che mi rimarrà nel cuore è l’originale “The Power“.

Un titolo (quello originale) semplice ma perfetto, perché è proprio il concetto di potere a essere protagonista di questa insolita distopia. Ma al di là di questo…

The Power cover

Due parole sul romanzo: l’inizio

L’idea di partenza è semplice: a un certo punto, prima nelle ragazzine e poi pian piano nelle donne adulte di tutto il mondo, si risveglia un “potere”, una sorta di organo nascosto all’altezza della clavicola capace di rilasciare scosse elettriche. Che possono essere minime, tipo quelle che capita di prendersi dalla portiera della macchina per energia statica, o potenti al punto di uccidere.

Ripeto, la cosa parte dalle ragazzine. Le adolescenti, quelle nella fascia d’età in cui più o meno tutti sognano di rovesciare il sistema. Ovviamente, si mettono in moto dei cambiamenti di una certa portata.

All’inizio, anche io come lettrice ero elettrizzata: eserciti di ragazze in Arabia Saudita che incendiano automobili e rovesciano il patriarcato; ragazzine che per anni hanno subito abusi che fanno secchi i loro aguzzini. Roba bella.

Ma fin da subito, a leggere con un po’ di attenzione, si percepisce che le cose potrebbero prendere una brutta piega. C’è quel tocco in più di sadismo in una comprensibile vendetta. C’è il modo in cui un giovane reporter viene fatto spogliare per dimostrare di non portare armi, il modo in cui è osservato dalle donne che lo circondano e lo potrebbero uccidere in qualsiasi momento.

L’evoluzione

Andando avanti nei capitoli, gli anni passano e le cose si evolvono. Vengono scoperte droghe che rendono più potenti ma anche mentalmente instabili. La donna alla guida di un neonato stato dell’Europa dell’Est si accorda con una rappresentante degli Stati Uniti affinché l’ONU chiuda un occhio su alcune “misure temporanee necessarie a stabilizzare il paese”. Violenze e stupri ai danni di uomini si fanno sempre più frequenti.

Le ragazzine che per prime hanno sperimentato il potere diventano giovani donne per cui essere più forti degli uomini è la normalità. I loro coetanei maschi trovano invece normale assumere atteggiamenti remissivi e si sentono a disagio quando sono soli in mezzo a un gruppo di donne. I rapporti tra i sessi sono totalmente invertiti.

Ragazze Elettriche copertina
Foto della copertina italiana; con qualche riflesso di troppo, ma così sembra ancora più elettrica

Riflessioni proposte dal romanzo

Ci sono un po’ di riflessione che vengono proposte in maniera abbastanza esplicita all’interno di Ragazze Elettriche. Il messaggio di fondo è evidente: chiunque si ritrovi ad avere un grande potere lo userà quasi inevitabilmente per schiacciare i più deboli. Non esiste un animo femminile e un animo maschile, solo dei ruoli determinati dagli equilibri di forza.

C’è un altro aspetto che ho trovato interessante: all’inizio, quando le donne hanno appena iniziato a manifestare il potere, la solidarietà tra di loro è molto alta. Si aiutano a vicenda a risvegliarlo, si uniscono a lottare per cause comuni, sono spesso mosse da desiderio di giustizia.

Man mano che si abituano al potere, la solidarietà nella sua iniziale forma universale svanisce. Si formano bande, le personalità ambiziose ed egoiste si impongono, la violenza viene esaltata fino a diventare un valore.

Più volte all’interno del romanzo ci si chiede perché qualcuno stia facendo un qualcosa di violento. E la risposta è sempre la stessa: “perché può“.

Personalmente, è una visione che mi trovo a condividere. L’unico punto su cui sono un po’ scettica è se davvero i dieci anni durante cui si sviluppa la vicenda sarebbero sufficienti a un capovolgimento così profondo. In effetti, penso che l’autrice abbia trascurato un po’ di possibili fattori di rallentamento del processo; per esempio, ok le adolescenti, ma non sono convinta che tutte le donne adulte del mondo siano così smaniose di prendere il potere e diventare “l’uomo della situazione”.

Credo però sia abbastanza vero che a tendere l’evoluzione della situazione sarebbe quella dipinta da Alderman.

capovolgimento di ruoli
Le ultime pagine del romanzo sono uno scambio epistolare ambientato diversi millenni dopo i fatti principali

Conclusione

Lettura consigliatissima.

Ci sono un sacco di aspetti interessanti su cui non mi sono dilungata, o rischiava davvero di diventare una recensione chilometrica. Per esempio, quanto sono ben fatti gli archi narrativi di alcuni personaggi. O il bellissimo espediente narrativo di presentare l’intero testo come una sorta di “ricostruzione storica romanzata” scritta cinquemila anni dopo gli eventi e mostrare così uno scorcio di società in cui le donne sono più forti degli uomini dalla notte dei tempi. Oppure…

Ok, la smetto. Ripeto: lettura consigliata.

2 Comment

  1. se davvero i dieci anni durante cui si sviluppa la vicenda sarebbero sufficienti a un capovolgimento così profondo

    Basterebbero 10 mesi senza internet. Con internet, tre.

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