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Recensioni

Pregi e difetti dell’invisibilità (recensione a L’Uomo Invisibile di H.G. Wells)

Tempo di lettura: 3 minuti

Ci sono autori che, per qualche motivo, non ti ispirano, li ignori a lungo, ma poi si rivelano una sorpresa positiva appena leggi qualcosa di loro. A me era successo più volte (per esempio, con Dostoevskij) e mi è ricapitato qualche settimana fa leggendo L’uomo invisibile di H.G. Wells.

Due parole sul romanzo

L’uomo invisibile viene scritto nel 1881 e pubblicato per la prima volta nel 1897.

La trama inizia con l’arrivo di un misterioso sconosciuto nella cittadina inglese di Iping, nel Sussex. Indossa spessi occhiali da aviatore, ha il volto completamente bendato e la prima ipotesi di tutti è che nasconda i segni di chissà quale deformità o incidente.

La verità però è spoilerata già dal titolo: sotto quelle bende non c’è nulla. O meglio, c’è un uomo, ma è invisibile.

Man mano che la storia si dipana, facciamo così la conoscenza con Griffin, giovane scienziato divenuto invisibile, con il suo genio e i suoi deliri di potere, la sua storia e il suo progetto di instaurare un regno di terrore.

Iping
Un’immagine di Iping. Decidete voi se con o senza uomo invisibile.

Pro e contro dell’invisibilità

Wells fa magistralmente ciò che ogni scrittore di narrativa fantastica dovrebbe fare (visto che è un po’ una mia fissa, ne ho già parlato qui e qui): analizza con precisione tutte le implicazioni dell’elemento fantastico.

Ciò che rende credibile l’uomo invisibile è, per esempio, il fatto che si prenda dei gran raffreddori. Perché sì, Griffin è diventato invisibile, ma ciò che ha addosso non lo è, e per sfruttare il suo dono deve andare in giro nudo (al freddo quando fa freddo. A piedi scalzi su qualsiasi superficie). E le seccature non finiscono qui: pioggia e neve gli si fermano addosso, rivelandolo; il cibo che ingerisce è visibile finché non viene assimilato. Se viene ferito, il suo sangue diventa visibile quando si coagula.

D’altra parte, essere invisibile è “come essere l’unico a vederci in un mondo di ciechi”, anzi, meglio, perché i ciechi hanno gli altri sensi più affinati. Quando Griffin fa a botte con qualcuno (e lo fa abbastanza spesso) il suo vantaggio è immenso, così come quando deve, fuggire, nascondersi o inseguire.

Storia di un antagonista

C’è una cosa che ho trovato molto interessante nel romanzo: l‘assenza di un vero e proprio protagonista.

L’uomo invisibile è quello che seguiamo dall’inizio alla fine ma, a parte alcuni capitoli in cui lui stesso racconta la sua storia in prima persona, il punto di vista è sempre quello del mondo esterno, delle persone che prima diffidano di lui, poi lo identificano come una minaccia da fermare. Le azioni di Griffin sono sempre descritte attraverso ciò che vede/sente qualcun altro. Nei momenti in cui è solo o non si manifesta, il narratore si limita a “fare delle supposizioni” su ciò che gli sta accadendo.

L’uomo invisibile è, insomma, la storia di una comunità che combatte la minaccia creata da un individuo fuori controllo.

La stessa caratterizzazione del personaggio di Griffin è interessante. Non sono una psicologa e non voglio lanciarmi in diagnosi a personaggi immaginari, ma cercate online una qualunque lista di sintomi del disturbo antisociale di personalità (sociopatia per gli amici) e, beh, Griffin ne ha parecchi: irascibilità, totale mancanza di un senso morale, aggressività, convinzione di essere al di sopra delle regole e della legge. L’uomo invisibile è un personaggio che non prova empatia e per cui è pressoché impossibile provarne. Anche se il narratore ha un atteggiamento imparziale nei suoi confronti, è evidente che né lui né nessun altro può parteggiare per Griffin.

uomo invisibile cover

Riflessione

Forse qui vado a cercare dei significati profondi che non ci sono, ma più volte mentre leggevo il romanzo mi sono chiesta se quella dell’invisibilità non fosse una metafora di qualche tipo.

Già prima di diventare invisibile, Griffin è un “diverso”, sia fisicamente (è albino) che socialmente (ok, quest’aspetto non viene mai approfondito, ma è evidente che è un solitario con difficoltà a legare con le persone).
Forse che per la società, in un certo senso, è sempre stato invisibile? E che diventarlo letteralmente sia un modo per affermare la sua diversità, per porsi contro la società che lo rifiuta invece che cercare di assecondarla?

Chiariamo: nel romanzo non c’è nulla che suggerisce che Griffin sia stato “costretto all’invisibilità” dal mondo esterno. Però a me piace pensarla almeno un po’ così.

6 Comment

  1. 1) H.G. Wells autore magnifico. Credo che anche io lo cominciai a leggerlo con L’Uomo Invisibile. Recupera anche il resto, soprattutto la sua prima produzione!
    2) INIZIA L’ERA DELL’UOMO INVISIBILE. IO SONO L’UOMO INVISIBILE I. Che meraviglia.
    3) A proposito della tua riflessione, che è condivisibilissima, nella prima stagione di Buffy l’Ammazzavampiri c’è un episodio in cui una liceale, a forza di venire ignorata, diventa effettivamente invisibile, e decide di prendersi una vendetta sul mondo. Direi che è una megacit 😀

    1. 1) Non so come tempistiche, ma è assolutamente nei programmi 😉
      3) Confesso di non aver mai guardato Buffy… evidentemente io e gli autori abbiamo avuto lo stesso pensiero XD

  2. Sono passati tanti anni da quando ne ho parlato con Wells e nom ricordo bene se anche nel libro, come nel film del ’33, si respirava in chiusura quell’aria da ira di Dio per aver cercato di mangiare un nuovo tipo di mela – nei film dell’epoca era un classico

    1. Il film non l’ho visto (magari un giorno recupererò), però nel libro io questa cosa non l’ho percepita. Non mi sembra che nessuno condanni l’invisibilità di per sé, solo il fatto che Griffin è un pazzo violento con manie di grandezza.

      1. Sarà stata una licenza filmografica dei tempi, quando ad esempio la Guerra dei Mondi finiva con una frase tipo “grazie al virus del raffreddore – che Dio, nella sua infinita lungimiranza, aveva provveduto a diffondere sulla Terra…” (tanto per citarne uno) -anche qui: non ricordo se pure nel libro una frase simile ci fosse.

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