Spleen, Trash & Trivia

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Recensioni

Jesus Christ Pop Star (recensione di “A volte ritorno di John Niven)

Tempo di lettura: 2 minuti

Oggi parlo di un libro adocchiato qualche mese fa, comprato da poco e letto tutto d’un fiato: A volte ritorno (The second coming), di John Niven. Super riassumendo: la storia di Dio che torna da una vacanza di circa quattro secoli, scopre che nel mondo parecchie cose stanno andando storte, si arrabbia e manda giù una seconda volta suo figlio a cercare di raddrizzare le cose.

A volte ritorno cover

Un Gesù sopra le righe

Ammetto che i primi capitoli non mi avevano convinto un granché. Sembravano puntare su una comicità un po’ spiccia, con Dio, Gesù e i santi del Paradiso mostrati come delle specie di hippie, che fumano erba, dicono un sacco di volgarità, criticano in modo anche un po’ banale il mondo di oggi.

Poi pian piano le cose sono migliorate. Di parecchio.

Ritroviamo Gesù all’età di trentun anni, sulla Terra, chitarrista di una band rock alternativa che non riesce ad avere successo, punto di riferimento di una piccola comunità di emarginati (la ragazza madre ex-tossica ed ex-prostituta; un veterano del Vietnam che ha perso l’uso della parola; una coppia di barboni alcolizzati; più avanti, un sieropositivo e un ragazzo di campagna che ha perso tutto a causa della crisi). Gesù fa del suo meglio per aiutare tutti e combattere le ingiustizie. Dalla sua, non ha nessuna capacità di fare miracoli, solo una bontà e un carisma fuori dal comune.

Per attirare l’attenzione della gente, decide di partecipare a un reality in stile “X-Factor”, dove è considerato un pazzo fricchettone che si considera figlio di Dio e dice un sacco di cose scomode (polemiche contro la chiesa, gli antiabortisti, le persone che discriminano i gay, la società del consumo e lo stesso format televisivo a cui sta partecipando), però e belloccio, suona bene e può far salire l’audience del programma.

“Fate i bravi”

A detta di Dio, l’unico comandamento originale era “fate i bravi” (anche se probabilmente rende più l’idea la versione originale “be nice“). Solo che Mosè si è montato la testa, inventato dei comandamenti suoi, e la cosa è degenerata.

Il Gesù di “A volte ritorno” è l’esatto opposto del modello bigotto del “buon cristiano”: fa uso di droghe, è anticlericale al massimo, reputa inutili preghiere e messe, favorevole all’aborto e non ha nulla contro gli omosessuali. Nel corso del romanzo, ci sono alcuni cristiani che, seppur con qualche perplessità sul fatto che possa essere figlio di Dio, riconoscono i suoi valori. Altri, invece, diventano suoi nemici giurati.

vetrata
Cercavo qualche altra immagine più o meno in tema e questa mi piaceva

Impressioni generali

“A volte ritorno” è un romanzo che non considero un capolavoro e che in alcuni passaggi è anche un po’ scontato. Però è estremamente godibile e, primi capitoli a parte, ha un ottimo equilibrio tra momenti comici e altri più seri, capaci di far emozionare (e, qua e là, anche alcuni non poco drammatici). Insomma, una lettura leggera ma consigliata. Ammesso, ovviamente, che non vi dia fastidio una rappresentazione di Gesù parecchio irriverente.

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