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Razza inferiore a chi? (recensione de L’ultima Neanderthal di Claire Cameron)

Tempo di lettura: 3 minuti

L’ultimo libro che ho letto fa parte del bottino portato a casa girando per bancarelle di Tempo di Libri e ha come protagonista una giovane donna di una razza diversa dalla mia.

E voi direte: ma che dici? Le razze non esistono!

Beh, all’epoca in cui è ambientato il libro sì: la protagonista di cui vi sto parlando è una Neanderthal. Per la precisione, L’ultima Neanderthal, come titola, appunto, il romanzo dell’autrice canadese Claire Cameron, pubblicato in Italia dall’editore SEM.

l'ultima neanderthal copertina

Due parole sul libro

Sorvoliamo un attimo sulla quarta che dice cose false sulla trama. E sorvoliamo pure sulla frase in copertina “Il cuore delle donne non è cambiato mai” (nel senso che è sempre sul lato sinistro del petto, con due atrii e due ventricoli…?)

Ecco, se evitiamo di fare i puntigliosi su questi dettagli, ci rimane da guardare il romanzo per quello che è: un gran bel romanzo che si legge tutto di un fiato.

La storia viaggia su due binari: da una parte, Ragazza, giovane Neanderthal alle prese con le sfide del passaggio all’età adulta, la necessità di ridefinire i suoi rapporti con gli altri membri della sua famiglia e, non ultima, quella di sopravvivere in un ambiente spesso ostile.

Dall’altra Rose, paleontologa che sta per fare la scoperta più importante della sua carriera proprio grazie allo scheletro di Ragazza, ma che teme di venir messa da parte da colleghi e collaboratori per via della sua gravidanza.

Il titolo (anche nella sua versione originale) spoilera già abbastanza, quindi non aggiungo dettagli.

Due parole sui Neanderthal

Il romanzo si basa su reali e recenti teorie che vedono i Neanderthal non come i nostri cugini scemi, estinti perché incapaci di reggere la competizione con noi altri della razza superiore, bensì come esseri che, nella loro diversità, erano evoluti quanto noi.

Secondo queste teorie, a renderli poco competitivi era il fatto di essere in pochi in un territorio molto vasto. Quando qualcuno aveva un’idea innovativa e geniale, in pochi altri ne venivano a conoscenza. I nostri antenati, al contrario, vivevano in comunità più ampie e collegate tra di loro. Idee e innovazioni avevano maggiore diffusione, era più facile che qualcuno le perfezionasse o le sfruttasse come basi per nuovi progressi. In poche parole, anche se l’intelligenza media era la stessa dei Neanderthal la loro civiltà progrediva di più.

Non sappiamo quanto se e quanto ci siano strati scontri diretti tra le due popolazioni. Sappiamo però che alcuni di noi hanno ereditato dai Neanderthal fino al 4% del DNA. (Ok, niente battute stupide su vostri conoscenti. Abbiamo appena detto che i Neanderthal non erano esseri inferiori).

A distanza di decine di migliaia di anni, il 4% non è poi così poco. Probabilmente, i rapporti tra le due popolazioni sono stati più stretti di quanto siamo abituati a immaginare. Possiamo supporre che siano esistite un certo numero di famiglie, se non addirittura comunità, a sangue misto.

Neanderthal

Perché mi è piaciuto il libro

Non ho le competenze per dire quanto scientificamente accurata sia la storia di Ragazza. So però che la caratterizzazione del personaggio è ottima, un mix di elementi che la rendono allo stesso tempo molto simile e molto diversa da noi.

Inoltre, ho apprezzato lo stile dell’autrice, la sua capacità di trasmettere con intensità le emozioni dei personaggi, senza però mai scadere nel melenso.

Sottolineo questo punto: io di solito sono abbastanza insofferente verso le storie di buoni sentimenti, e questa sotto certi aspetti lo è. Però è tutto dosato talmente bene che mi è piaciuta lo stesso.

L’Ultima Neanderthal è un libro che parla di tante cose: di rapporto con la natura e con il proprio corpo, di maternità e dell’essere donna ai giorni nostri, di affetti familiari e di paura della solitudine.

Dovendo riassumere il messaggio che il romanzo vuole trasmettere, credo sia questo: è importante guardare le cose che sono simili e non quelle che sono diverse. Concentrarsi sulle somiglianze è ciò che permette a Ragazza di sopravvivere e trovare un suo posto nel mondo; la diffidenza verso gli altri rischia invece di costare cara a Rose e un riconoscimento di somiglianze è ciò che la salva.

Lo so, ho fatto un discorso talmente vago che probabilmente non si è capito niente. Ma per capire meglio, dovete leggere il libro.

Io ve lo consiglio di cuore.

 

5 Comment

      1. Te lo farò sapere appena scopre che l’ho comprato. Tu non dirglielo, però: stavolta vorrei provare a finirlo per primo…
        😀

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