Spleen, Trash & Trivia

Spleen, perché fa intellettuale. Trash, perché "ma intellettuale dove?". Trivia, perché alla fine è un'accozzaglia di roba a caso.
I personaggi della letteratura commentano la contemporaneità

Ulisse, i navigatori satellitari e il mondo di oggi

Tempo di lettura: 4 minuti

Ho sempre pensato che, nel 90% dei casi, la cosa più interessante di un libro siano i personaggi. E, fin da quando ho memoria, sono stata una professionista nell’immaginare di intrattenere conversazioni con personaggi di libri che avevo amato. Da qui l’idea di questa rubrica. Protagonista della seconda puntata, Ulisse, dall’Odissea di Omero.

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Buongiorno, Ulisse. L’abbiamo chiesto a tutti e lo chiediamo anche a te: vuoi presentarti con due parole?

Buongiorno a voi. Sono figlio di un mercante cretese, che però morì quando io aveva appena quattro anni, ucciso da pirati che attaccarono la sua imbarcazione. Fui cresciuto dal fratello di mia madre, un artigiano che mi insegnò l’arte di lavorare il legno…

Ehm… Ulisse? Era una domanda retorica. Sappiamo benissimo che sei il re di Itaca, personaggio chiave dell’Iliade e protagonista dell’Odissea, i due poemi epici considerati le opere più antiche della letteratura europea.

Oh. Vedo che la mia fama mi precede. Allora sapete già tutto.

ulisse

In effetti sì. L’altra domanda che facciamo di solito riguarda il rapporto con il proprio autore. Immagino che nel tuo caso sia un po’ complicato…

Certo, perché come personaggio non nasco da un autore, ma da tradizioni orali che si perdono nella notte dei tempi. Tuttavia, ciò che sono oggi è il personaggio che è stato consegnato alla posterità dall’Iliade e dall’Odissea. Quando passi dalla tradizione orale a quella scritta, assumi un’identità fissa, senza possibilità di variazioni. In questo senso, è stato Omero a rendermi esattamente quello che sono, e di ciò gli sono grato. Ammesso che sia mai esistito.

Nei secoli, però, molti altri autori hanno ripreso il tuo personaggio. Cosa ci dici, per esempio, di Dante Alighieri?

Confesso di averci capito poco della sua opera e dei criteri con cui ha giudicato tante grandi personalità (operazione che tra l’altro, dimostra un’arroganza non da poco). Ci tengo però a precisare che il suo Ulisse non sono io. In generale, mi sembra che si sia diffusa quest’idea che io abbia impiegato dieci anni a tornare da casa perché mi piaceva viaggiare. Ma io a Itaca ci volevo tornare eccome!

Beh, però per esempio ti sei ingegnato per sentire il canto delle sirene…

Una volta che ci sono passato davanti sì, mi sembra naturale. Ma questo non vuol dire che non mi sia pesato stare vent’anni lontano da casa, senza nemmeno veder crescere mio figlio.

Passiamo all’attualità. Come i personaggi ospitati nelle scorse puntate, hai avuto modo di fare esperienza del mondo d’oggi. Di sicuro, rispetto ai tuoi tempi viaggiare è un’altra cosa…

Beh, mi sembra il minimo, dopo 3000 anni. Comunque, un’altra cosa che vorrei specificare è che nemmeno sono rimasto in giro dieci anni perché mi ero perso. La gente si è sempre orientata nel Mediterraneo, anche senza GPS. E, in ogni caso, sarei curioso di vedere un’imbarcazione moderna di dimensioni medio-piccole affrontare Scilla e Cariddi.

Ma a parte questo, è evidente che viaggiare oggi è tutta un’altra cosa.

incipit

Non pensi che si sia perso il senso dell’avventura, il fascino dell’ignoto che un tempo era associato ai viaggi?

Date retta a uno che di avventura e ignoto ne ha avuto abbondante esperienza: molto meglio la comodità di un viaggio rapido e sicuro. Siete come i ragazzini che non sono mai stati in guerra, sognano l’eroismo e non sanno niente del dolore, dello sfinimento o di cosa voglia dire vedere morire i propri compagni. Che poi, quasi tutti trovate affascinante, per esempio, l’idea di attraversare l’oceano su una piccola imbarcazione, senza il supporto della tecnologia, ma quasi nessuno sceglierebbe di farlo davvero. E, credetemi, l’uomo è sempre stato così: si andava all’avventura verso l’ignoto per cercare ricchezze, il brivido dell’avventura magari era un di più, ma non la motivazione principale. Credo che oggi l’equivalente del mercante che parte alla ricerca di nuovi territori sia chi decide di aprire un’azienda, di investire i suoi risparmi in tecnologie nuove e che non si sa ancora se siano destinate ad affermarsi o scomparire.

Se vivessi al giorno d’oggi, vorresti essere un imprenditore?

Potrebbe essere un’idea. Ma non ne sono certo. Forse vorrei solo vivere una vita serena con la mia famiglia, come non ho potuto fare nella mia epoca.

E se invece dovessi tornare a governare Itaca?

Immaginando che mi lascino governare come un re? Mi pare che oggi Itaca se la passi abbastanza bene, ha un turismo abbastanza sviluppato ed è ancora un bel posto dove la gente può vivere serena. Il problema è che oggi nessun’isola è più davvero un’isola, e governare vuol dire sapersi rapportare con le enormi realtà che formano il resto del mondo. Realtà che, confesso, al momento non sono in grado di capire in tutta la sua complessità. Se tornassi a governare Itaca, la prima cosa che dovrei fare è imparare a capire il mondo, o circondarmi di consiglieri fidati su cui fare affidamento.

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Un’immagine di Itaca oggi

Cose che ti piacciono particolarmente della nostra epoca?

Non l’avrei mai detto, ma non avere gli dei in giro per il mondo è una cosa bellissima. E lo dico nonostante fossi un protetto della dea Atena. Davvero, non avete idea di cosa vi siete scampati.

Una cosa che invece non ti piace proprio?

Ho visto immagini delle isole di rifiuti in mezzo all’Oceano Pacifico. Più raccapriccianti di tanti mostri marini che ho incontrato.

Un’ultima domanda prima di lasciarci: sulla pagina Facebook legata a questo blog (qui se qualcuno se la fosse persa) c’è al mercoledì una rubrica “Miti e leggende come se fossero trash”, in cui si ironizza su, appunto, alcuni miti e leggende. La mitologia greca è già stata protagonista due volte. Se prossimamente ci fosse una puntata dedicata a te, come reagiresti?

Il mondo è cambiato molto, e credo che al giorno d’oggi l’autoironia sia una dote importanti per essere stimati. Quindi, sono assolutamente favorevole all’idea.

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